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Complesso dell'Ospedaletto, tra solidarietà e arte

Visita animata alla Sala della Musica e all'Ospedale di Santa Maria dei Derelitti - Venezia

Visite animate® al Complesso dell'Ospedaletto

Il Complesso dell'Ospedaletto noto anche come Ospedale di Santa Maria dei Derelitti, è il "tesoro nascosto" di Venezia oggetto della prossima visita animata di Alessandra Brocadello e Carlo Bertinelli di teatrOrtaet, che faranno rivivere nei loro ambienti, alcuni dei personaggi che realmente operarono nell'arco di tre secoli, tra i primi del Cinquecento e la fine del Settecento, all'interno di questa benemerita istituzione assistenziale veneziana.
La recita si sofferma in particolare su quattro momenti della storia dell'istituto: la fondazione cinquecentesca, a cui prese parte san Girolamo Miani, ispiratore di innovativi criteri di assistenza e recupero degli orfani attraverso l'insegnamento di un mestiere e l'educazione artistica; l'espansione del Seicento, quando si fissarono gli statuti e i regolamenti che diedero una configurazione specifica alla funzione sanitario-educativa di questo luogo, grazie anche all'apporto di grandi benefattori come Bartolomeo Cargnoni e Paolina Provesina; l'impreziosimento artistico settecentesco che ha come principale rappresentante Giambattista Tiepolo, il trionfo musicale delle "putte" ("ragazze" in veneziano) del coro, uno dei quattro complessi curali che si contendevano i favori dei veneziani e dei numerosi visitatori stranieri, reso evidente dalla sala della musica, realizzata e decorata alla fine del 18° secolo su espresso desiderio delle musiciste, che vi vollero fosse raffigurato dal Guarana il loro maestro prediletto, Pasquale Anfossi.
La visita però percorre la storia dei Derelitti al contrario, partendo proprio dalla sala della musica, splendido gioiello collocato al piano superiore dell'Ospedale. Sarà lo stesso maestro del coro, famoso compositore dell'"opera buffa" italiana, da cui trasse ispirazione anche Mozart, a colloquio con una "putta", che offrirà anche un saggio dei brani musicali appositamente composti per loro da musicisti del calibro di Antonio Vivaldi, a spiegare in che modo si teneva scuola musicale per le orfanelle, ma anche per le figlie delle famiglie nobili che chiedevano di essere ammesse ad usufruire di un tirocinio così rinomato.
Daranno la loro ammirata testimonianza anche alcuni illustri visitatori settecenteschi, come il filosofo illuminista Jean Jacques Rousseau, grande amante della musica italiana, che ascoltò il coro delle putte dei Mendicanti (un altro dei quattro ospedali maggiori veneziani) ed ebbe anche il raro privilegio di incontrare di persona le coriste, che si esibivano suonando e cantando celate alla vista del pubblico da una elegante, ma fitta grata.
La visita si soffermerà quindi sulla "romantica" fuga d'amore del giovane Giambattista Tiepolo, autore di alcune opere presenti nella chiesa, e Maria Cecilia Guardi, anch'essa giovanissima, una delle putte del coro dei Derelitti, figlia e sorella di pittori, che diverrà la fedele compagna e la modella del grande artista rococò, dandogli una decina di figli.
La loro fuga giù per la Scala Del Sardi(scalone ovoidale di Giuseppe Sardi) consente di annodare le vicende seicentesche con quelle del secolo precedente, contrassegnato da importanti interventi edilizi ma anche da un consolidarsi delle attività di assistenza dell'Ospedale, grazie agli interventi di insigni benefattori. Tra tutti spicca la figura di Bartolomeo Cargnoni, merciaio di origini bergamasche trapiantato a Venezia che doveva la sua fortuna economica alla vendita dei merletti tessuti d'oro e d'argento in buona parte frutto del lavoro delle giovani ospitate nell'istituto di cui fu per lungo tempo governatore e anche cassiere.
Il Cargnoni lasciò per testamento tutta la sua ricchezza, equivalente a 15 milioni di euro, all'istituto. Ma ci fu anche una donna che si distinse tra le benemerite benefattrici dell'Ospedaletto, Paolina Provesina, "cortegiana honesta", poetessa, pittrice e musicista che condusse una vita sociale e sentimentale vivace e indipendente a Venezia all'inizio del Seicento.
La visita animata, dopo essersi soffermata nel Cortile delle Quattro Stagioni, entra quindi nella chiesa in cui sembra abbia messo mano il Palladio, ma oggi ammirabile nella sistemazione interna ed esterna di Baldassarre Longhena. Qui incontriamo Girolamo Miani, il patrizio veneziano che, dopo una giovinezza passata combattendo per la Serenissima (siamo ai tempi della terribile guerra di Cambrai) e una liberazione dalla prigionia imperiale ottenuta con l'intercessione della Madonna, s'impegnò nelle attività caritativo-assistenziali ispirate dal vicentino Gaetano Thiene. Si distinse per la generosità con cui assistette i poveri ospitati nelle tettoie del "Bersaglio" come era chiamato allora il sito in cui sorgerà l'Ospedaletto, giungendo fino al punto da ospitarli in casa propria. La sua attenzione era rivolta soprattutto agli orfani che, oltre ad essere nutriti e alloggiati, ricevevano i primi elementi dell'arte della lana e imparavano un mestiere andando a bottega. Il suo metodo educativo si basava essenzialmente sulla "personalizzazione" delle relazioni, sulla costituzione di un ambiente che fosse al contempo "famiglia e scuola", e richiedeva la serietà del "lavoro" unita ad un forte impegno di crescita culturale: tutti i suoi bambini imparavano a leggere, scrivere, far di conto. È sotto la sua guida che iniziò anche l'insegnamento del canto e della musica alle orfanelle.
La visita, pur dando rilievo all'importanza artistica e assistenziale della sede in cui è ospitata, viene "alleggerita" dall'intervento, come legante, di quattro delle maschere fondamentali della Commedia dell'arte, che qui sono chiamate a chiosare alcuni passaggi della storia: Pulcinella, simbolo della fastosa decadenza settecentesca, Colombina portavoce dell'orgoglio e dell'intraprendenza femminile, Pantalone prototipo del mercante veneziano, Arlecchino "derelitto" per eccellenza, miserabile ma anche ricco d'inventiva.

Foto gallery dell'evento

Anno di debutto: 2019

Le nostre date

Anno 2019

  • Sabato 27 aprile, ore 16.00 e ore 18.00
  • Sabato 25 maggio, ore 16.00
  • Domenica 26 maggio, ore 16.00
  • QUESTO TITOLO E' DISPONIBILE ON DEMAND PER GRUPPI ORGANIZZATI

da concordare con TeatrOrtaet per min. 30 persone

Prezzi

  • Biglietto intero: 15,00 euro
  • Biglietto ridotto: 12,00 euro (gruppi min. 30 persone)
  • Biglietto bambini: 8,00 euro (fino ai 12 anni)

Più biglietto ridotto d'ingresso all'Ospedaletto

Per informazioni e prenotazioni: +39 324 628 6197

Scheda in pdf

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